Pensieri sparsi

02/04/2026 - Priorità

Sono dispiaciuto di aver un po' abbandonato questo sito negl'ultimi mesi. Impegno dopo impegno, esame dopo esame, imprevisto dopo imprevisto i giorni sono diventati settimane, le settimane diventate mesi senza che nemmeno me ne accorgessi.

In questo periodo sono successe davvero tante cose: ho dovuto fare diversi controlli medici per scongiurare cose bruttebruttebrutte, ufficialmente mi trasferirò in Giappone per perseguire gli studi, con i GC abbiamo organizzato e partecipato a molte mobilitazioni contro le leggi liberticide e lo Stato di polizia che questo governo sta portando avanti, ecc... nel frattempo però non ho mica potuto mettere da parte gli esami dell'università, anzi, hanno avuto un ruolo fondamentale nell'evitare che crollassi su me stesso sotto il peso delle preoccupazioni per la mia salute.

Ad oggi sono sotterrato da pile di scartoffie da compilare per l'università ospitante, appunti di lezioni, report da scrivere e spedire, per questo ho deciso di concentrarmi sulla "vita reale": ho preferito concentrarmi sugli affetti e le amicizie, circondarmi delle persone che mi vogliono bene dato che a breve ci potremmo vedere solo attraverso uno schermo.

Non per questo però ho intenzione di abbandonare questo blog, assolutamente no, continuo a reputare questo spazio come il miglior mezzo di espressione possibile: amo Neocities e amo ciò che sto costruendo. Ho solo stabilito alcune priorità nella mia vita.

11/08/2025 - Perché l'italiano?

Oggi ho creato anche la sezione aggiornamenti! Il motivo è che avevo voglia di condividere pensieri brevi o avvenimenti particolari ma senza pubblicarli nella sezione "blog" (che voglio usare per post un po' più elaborati).

Dunque ho pensato: perché non iniziare con una dichiarazione d'intenti? Con un vero e proprio manifesto?

Chiedersi per quale motivo usare la lingua italiana sullo small web nel 2025 non è sbagliato, anzi, ha molto senso considerato il fatto che praticamente chiunque nello small web usa la lingua inglese.

E a pensarci bene anche per me sarebbe infinitamente più comodo usare l'inglese: avrei modo di arrivare a più persone (sono stimati circa 1,5 miliardi di parlanti), potrei connettermi con più persone e, in generale, l'inglese è la lingua del web.

Il punto per me è però proprio questo: non è il mio obiettivo raggiungere il più ampio numero di persone possibili. Altrimenti avrei potuto rendere il mio sito bilingue con un tasto 'ita-eng', avrei perso circa un'oretta a tradurre tutto, roba di poco conto.

La scelta della lingua italiana per me è un atto politico. In un mondo in cui circa il 90% dei dati d'allenamento delle IA generative è inglese (fonte) e, SE prendiamo per buono il fatto che questo dato possa essere più o meno rappresentativo della percentuale di quantità di dati totale del web, allora scegliere di usare la propria lingua diventa un atto di riaffermazione della propria identità. E nonostante ciò possa sembrare un'argomentazione conservatrice in realtà è tutt'il contrario.

In questo mondo sempre più globalizzato in cui le parole d'ordine efficenza e produttività regnano sovrane, tutte le culture stanno lentamente diventando identiche, eliminando le caratteristiche indesiderabili dal capitalismo. Il motivo è che con un singolo modello culturale diventa più semplice influenzare gli atteggiamenti.

Così dunque per me usare l'italiano è fondamentale per riaffermare la mia identità culturale e non rendermi partecipe a dei processi sociali che non condivido.

Chiudo aggiungendo una cosa: è possibile che ciò mi porti a chiudermi in una bolla in cui nessun altro è partecipe? Assolutamente sì, è possibile, ma è un rischio che sono ben disposto a prendermi pur di rimanere fedele ai miei ideali.